Condividi
Reading Time: 2 minutes

Il Masterplan UE vi aggiorna sul lavoro della Commissione, del Consiglio e di tutte le Istituzioni europee. Vengono esaminate le esigenze, le emergenze e lo stato attuale dei lavori. Qui le dichiarazioni di due MEP a confronto: Silvia Costa, a nome del gruppo S&D e Isabella Adinolfi, a nome del gruppo EFDD sul tema dibattuto nella ultima Plenaria al Parlamento europeo: Anno europeo del patrimonio culturale.

Silvia Costa, a nome del gruppo S&D.Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, onorevole relatore, sono davvero felice che finalmente veda la luce l’Anno europeo del patrimonio culturale, per cui mi sono anche personalmente battuta prima come presidente della commissione per la cultura e poi con il collega relatore Diaconu e con tanti colleghi, sia shadow che della nostra commissione per la cultura, anche in sintonia con le conclusioni della relazione 2014 del Parlamento e poi con le conclusioni della Presidenza italiana, sempre nel dicembre 2014. Ringrazio molto per la collaborazione naturalmente la Commissione e la Presidenza maltese.

Ci siamo battuti nell’interesse dei cittadini europei, perché attraverso la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale – che, ricordo, è intangibile e digitale – si ritrovino le ragioni dei valori comuni e la possibilità concreta di creare ponti e non muri. Perché la ricchezza della diversità culturale europea diventi però un’occasione di dialogo e di pace, è indispensabile il coinvolgimento degli Stati membri, delle regioni, dei comuni e soprattutto dei cittadini, e dei più giovani in particolare, come è stato detto, per costruire un futuro di dialogo interculturale e di pace.

Credo che anche l’apertura della Casa della storia europea, il 4 maggio prossimo, avvenga in un momento giusto. Già da ieri, per la prima volta, come si ricordava, il Parlamento con due suoi membri partecipa al coordinamento dell’Anno europeo insieme ai coordinatori nazionali degli Stati membri. (…)

 

Isabella Adinolfi, a nome del gruppo EFDD. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, il patrimonio culturale è un bene comune assai prezioso e di importanza unica. È per questo che credo che vada preservato e valorizzato quanto più possiamo. Però non posso dirmi soddisfatta di questo accordo, perché alla fine l’accordo che è stato raggiunto si riduce a uno spot europeo di comunicazione. Questo mi è stato confermato anche da una risposta ad un’interrogazione scritta alla Commissione europea. Invece, non c’è niente di concreto. Cosa intendo per concreto? Per esempio la possibilità di recuperare dei beni culturali che sono stati danneggiati da calamità naturali. Ecco, questo mi dispiace veramente tanto.

Inoltre, otto milioni di EUR sono troppi se facciamo soltanto comunicazione e sono troppo pochi se vogliamo fare qualcosa di concreto. Comunque noi stiamo aiutando, con “Europa creativa” che continua a rimanere sottofinanziato, chi vuole fare impresa attraverso la cultura e la creatività. Chiudo dicendo che io ho deciso di studiare archeologia quando avevo otto anni, la prima volta che sono andata a Pompei, e quindi non penso di essere una persona che non vuole occuparsi del patrimonio culturale, ma, mi dispiace, questo è un accordo al ribasso e non posso sostenerlo.

 

Fonte: Parlamento europeo