OSSERVATORIO UNICEF – Sulla rotta dei migranti

OSSERVATORIO UNICEF – Sulla rotta dei migranti

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Si parla tanto di immigrazione, ma i primi a pagare per le conseguenze negative di questo fenomeno, senza averne alcuna colpa, sono i bambini che nascono nei Paesi afflitti da terribili scenari di crisi.

Sessantacinque milioni di bambini in tutto il mondo sono in movimento, scappando da conflitti, povertà e condizioni meteorologiche estreme, alla ricerca di una vita migliore e un posto da chiamare casa.

E’ una delle più grandi sfide del nostro tempo.

In questa crisi, i bambini sono i più vulnerabili. Molti viaggiano con le loro famiglie, molti altri per conto proprio. Sono vulnerabili agli abusi ed allosfruttamento. Nei paesi di transito e di destinazione, i migranti e le loro famiglie si trovano spesso vittime di discriminazioni, povertà ed emarginazione sociale.

A far luce su questa migrazione forzata è l’Osservatorio UNICEF di LDE, che – compiendo lo stesso loro viaggio ma a ritroso – vi aggiorna suiPaesi di provenienza dei migranti e sulle principali cause alla radice della crisi: situazioni di conflitto, calamità naturali, povertà e sottosviluppo, in un percorso nel quale trovano spazio principi sviluppati dall’UNICEF, valori ed idee che vogliamo condividere con voi.

Ecco il terzo principio:

3.- Mantenere insieme le famiglie è il modo migliore per proteggere i bambini e dare ai loro figli la legalità.

Sviluppare linee guida chiare per impedire ai bambini di essere separati dai loro genitori durante l’elaborazione del controllo delle frontiere e tutti i processi legali dei migranti.

Gli Stati dovrebbero accelerare le procedure e rendere più facile la riunificazione dei bambini con le loro famiglie, anche con le loro famiglie estese nei paesi di destinazione. I bambini nati dai genitori migranti hanno bisogno di un’identità legale per il loro futuro benessere. I governi dovrebbero fornire la registrazione della nascita e/o altri documenti di identità per consentire ai bambini di accedere ai servizi e di evitare l’apolidi.