Coniugi e violenza sessuale

Coniugi e violenza sessuale

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Oggi un altro contributo dell’avv. Dezio Ferraro per l’Osservatorio Legalità:

La Corte di cassazione recentemente è intervenuta circa una pratica sessuale non condivisa dalla moglie e per a quale il marito veniva  condannato per violenza. È stato sufficiente un solo episodio, ricostruito grazie al racconto fatto dalla donna. (Cassazione, sentenza n. 30145/17, Sezione Terza Penale, depositata il 15 giugno 2017).

Il clima in famiglia non era dei migliori ed infatti il marito veniva ritenuto responsabile innanzitutto di «vessazioni» e «maltrattamenti» a danno della consorte. Ma, come se ciò non bastasse, quest’ ultimo costringeva la coniuge ad una pratica – «sodomizzazione» – da lei non voluta né tantomeno accettata.

L’episodio è stato ritenuto sufficiente per ritenere l’uomo colpevole anche di «violenza sessuale». Anche per i giudici della Cassazione, difatti, è evidente la gravità del comportamento tenuto dal marito, che «ha sottoposto la moglie ad una pratica sessuale di particolare invasività» e «ha insistito nel proseguire il proprio appagamento malgrado la moglie lo supplicasse di smettere».
Non vi sono dubbi, quindi, sulla «assoluta insensibilità» dell’uomo a fronte della «sofferenza fisica» mostrata dalla consorte. Peraltro, «tale accadimento», annotano i giudici, «va ad inserirsi in un contesto di grave e protratta vessazione fisica e morale e deve ritenersi anch’esso espressivo della volontà del marito di soggiogare ed umiliare la coniuge, anche imponendole pratiche sessuali non condivise e foriere di sofferenze».
Risultato: conferma della condanna del marito a «tre anni e mezzo di reclusione» per «maltrattamenti» e «violenza sessuale» a danno della moglie.