OSSERVATORIO UNICEF – Sulla rotta dei migranti: Rotta Occidentale est

OSSERVATORIO UNICEF – Sulla rotta dei migranti: Rotta Occidentale est

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Sessantacinque milioni di bambini in tutto il mondo sono in movimento, scappando da conflitti, povertà e condizioni meteorologiche estreme, alla ricerca di una vita migliore e un posto da chiamare casa.

Di seguito, uno a settimana, i Paesi di provenienza dei migranti: Rotta Occidentale est.

Profondi cambiamenti nelle crisi migratorie  si sono registrati nel 2016 sia per flussi di popolazioni che per rotte praticate e per caratteristiche delle popolazioni migranti.

Con un numero di migranti di tre volte inferiore a quello dell’anno precedente, è mutata la prevalente nazionalità di provenienza degli stessi, il maggior numero dei quali è giunto nel 2016 da Nigeria ed Eritrea.

I dati sui decessi delle persone che praticano le rotte migratorie continuano ad essere da orrore e molto dicono della loro pericolosità.

Nell’ultimo rapporto UNICEF- sulla Emergenza dei Migranti e rifugiati in Europa, si evidenzia che tra gennaio e maggio del 2017, più di 1.300 hanno perso la vita durante la traversata del Mediterraneo: 1.244 i decessi sulla rotta del Mediterraneo Centrale, che è diventata la più praticata, ma anche la più pericolosa e letale, 37 sulla rotta Orientale e 51 vittime registrate sulla rotta Occidentale (Dati IOM, 1 gennaio – 17 maggio 2017).

La principale rotta dei migranti provenienti da Senegal, Gambia, Guinea e Costa d’Avorio è la cd. rotta Occidentale-est.

Coloro che migrano da questi Paesi si spostano in Mali, per poi passare in Burkina Faso e raggiungere il Niger e proseguire fino in Libia.  Da Agadez (Niger) a Sebha (Libia Centro-Meridionale) comincia un tratto di rotta attraverso il deserto chiamato “la strada verso l’inferno”, che i migranti sono costretti ad affrontare se vogliono raggiungere la Libia. La durata media del viaggio dal Paese di origine è di venti mesi. Il tempo medio di permanenza in Libia è di quattordici mesi.