OSSERVATORIO UNICEF – Sulla rotta dei migranti: Libia e Mediterraneo Centrale

OSSERVATORIO UNICEF – Sulla rotta dei migranti: Libia e Mediterraneo Centrale

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Sessantacinque milioni di bambini in tutto il mondo sono in movimento, scappando da conflitti, povertà e condizioni meteorologiche estreme, alla ricerca di una vita migliore e un posto da chiamare casa.

Di seguito, uno a settimana, i Paesi di provenienza dei migranti: Libia e Mediterraneo Centrale.

La Libia è il punto terminale di un lungo viaggio che esseri umani compiono attraverso le miserie dell’entroterra del continente Africano e in parte del Medio Oriente. È il punto finale e, allo stesso tempo, di partenza dei tanti che da lì tentano di attraversare il Mediterraneo verso la speranza, verso l’Europa.

La gravità della situazione della rotta migratoria del Mediterraneo Centrale e della Libia è stata da tempo posta in evidenza da UNICEF, in particolare nel report pubblicato nel mese di febbraio del 2017.

Violenza, povertà, guerra, la presenza in Libia di 34 centri di detenzione, 24 gestiti dal Dipartimento per la Lotta alla migrazione illegale del Governo Libico, capaci di ospitare tra i 4.000 e i 7.000 detenuti; ma anche centri di detenzione “non ufficiali”, veri e propri campi di lavoro forzato, fattorie, magazzini e prigioni improvvisate gestite per fini di lucro da gruppi armati che controllano zone attraversate da migranti; con gravissime violazioni dei diritti dell’uomo.

E si è assistito, nel tempo, ad un vero e proprio esodo.

Tanto è confermato dalle ultime notizie. Si sono contati proprio ieri in dodicimila i migranti salvati nelle 48 ore precedenti.

A quattro mesi dal Memorandum d’intesa del 2 febbraio tra il Governo italiano e la Libia per il contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani e il rafforzamento della sicurezza delle frontiere tra la Libia e l’Italia, la situazione continua ad essere da emergenza umanitaria e il Governo Italiano – si è appreso ieri – starebbe valutando di impedire l’approdo nei porti italiani alle navi che effettuano salvataggi dei migranti davanti alla Libia, ma non battenti bandiera italiana o non appartenenti a missioni di matrice europea.