La Net Neutrality (in 1 minuto di lettura)

Da un incontro con Augusto D’Auria, laureando in Economia Aziendale alla II Università di Napoli, ecco alcune sue riflessioni:

Sulla base delle modifiche della Federal Communication Commission sulle norme della net neutrality negli USA facciamo chiarezza su questo termine:

2003. Tim Woo, avvocato statunitense e professore presso la Columbia Law School, conia il termine “Net neutrality” pubblicando il paper Network Neutrality, Broadband Discrimination.

Cosa si intende con questo termine?

Definito come “un idea di progettazione in cui una rete informativa gestisca tutti i contenuti allo stesso modo.”

Dobbiamo sapere che per connettersi alla rete c’è bisogno che ognuno di noi passi attraverso un provider, cioè una società che gestisce il collegamento dal proprio dispositivo ai server, che a loro volta permettono di accedere a qualsiasi sito in ogni parte del mondo. La neutralità della rete vuole che tutti i contenuti vengano spostati e trattati dai providers allo stesso modo, senza corsie preferenziali.

Bisogna notare però che nessuna rete è completamente neutrale, per cui essa è una condizione teorica verso la quale gli operatori e di conseguenza le reti possono idealmente tendere.

Si immagini al riguardo ai servizi che vengono offerti dagli ISP italiani che hanno costi diversi a seconda della velocità di navigazione, con o senza fibra ottica per intenderci. Il dibattito sull’argomento è oggetto di una sovraesposizione mediatica che a volte finisce per manipolare le informazioni a piacimento.”