A cosa serve una moneta alternativa come Felix

Le monete alternative locali partecipano allo sviluppo economico locale, per creare crescita virtuosa, resiliente e sostenibile.

La Campania ha la sua moneta regionale, il Felix. Questa frase è in parte una provocazione ma contiene un pezzo di verità.

Il Felix è un mezzo di pagamento digitale, una moneta digitale, moneta alternativa. Attraverso il Felix gli iscritti, soprattutto le aziende e i suoi collaboratori ma presto anche i singoli cittadini, possono scambiare beni e servizi aggiungendo ulteriore liquidità a quella garantita dagli euro.

Circuito Felix, il gestore del sistema di pagamento, mette a disposizione degli iscritti conti correnti affini a quelli di un istituto bancario, attraverso questi conti gli iscritti comprano e vendono a credito, scambiandosi crediti commerciali (i Felix appunto) aumentano quindi le possibilità di investimento, acquisto o vendita permesso dagli euro.

Circuito Felix quindi, permettendo alle aziende di vendere di più, comprare non in euro, trovare nuovi clienti e fornitori, aumenta la liquidità disponibile dei suoi iscritti.

Circuito Felix nasce dalla convinzione che gli strumenti finanziari tradizionali (la moneta euro in sintesi) possono essere più o meno abbondanti a seconda delle fasi del ciclo economico, ma in ogni caso spesso, non sono disponibili per le cose che sono davvero importanti per noi, mentre sembrano disponibili in quantità infinite per cose che non sono altrettanto importanti, almeno dal nostro punto di vista.

Attraverso il sistema economico tradizionale viene creata costantemente nuova moneta, pochi in realtà sanno come avviene. Al contrario di quello che si crede, quasi tutta la moneta in circolazione non è frutto strettamente del lavoro delle banche centrali ma dei prestiti concessi dalle banche private al sistema produttivo e ai singoli cittadini. In realtà quasi tutta la moneta in circolazione è frutto di questo meccanismo di creazione di moneta attraverso l’attività bancaria. Il problema arriva quando quasi tutto questo denaro prestato dalle banche viene prestato ad altre banche o usato per comprare e vendere titoli finanziari e non va al sistema produttivo. Questo vuol dire che questi mezzi non vengono messi a disposizione del sistema manifatturiero, del commercio, del mondo dei servizi, cioè di quel pezzo della società che crea beni e servizi utili alla società civile.

Durante la crisi economica degli ultimi anni il denaro offerto a titolo praticamente di gratuità dalla Banca Centrale Europea alle banche private proprio per aumentare i prestiti alle aziende, quasi sempre è stato usato da queste ultime per comprare prodotti finanziari come ad esempio i titoli di stato, poco di questo denaro si è realmente tramutato in prestiti alle aziende.

A questo si aggiunge un ulteriore problema, o quanto meno un ulteriore elemento di preoccupazione: la moneta di cui disponiamo e che usiamo ad esempio per comprare beni e servizi, molto spesso non resta sul territorio ma esce dal territorio campano. Ad esempio quando si fa la spesa presso un supermercato, spesso i prodotti non sono locali e quindi il denaro esce dal territorio per pagare quei prodotti comprati ad ogni latitudine. Quando si compra presso una catena della grande distribuzione internazionale, il denaro esce immediatamente dai confini regionali per andare a pagare i beni commercializzati (raramente prodotti sul territorio) e per andare a remunerare altri fattori produttivi dell’azienda (profitti inclusi) che non sono locali. Quindi anche la moneta che arriva alla cosiddetta economia locale in parte poi vola via verso altri lidi, non resta sul territorio per innescare un percorso di crescita virtuoso e sostenibile.

Come risolvere questi problemi?

In parte è fuori dalla portata di singole organizzazione e le soluzioni afferiscono scelte e visioni macroeconomiche, di finanza internazionale, di governo della globalizzazione, che non spetta ai singoli individui o alle singole aziende risolvere. Ma parte del problema è risolvibile da singole aziende o gruppi di aziende.

Parte della soluzione possiamo essere noi, singoli cittadini, aziende o comunità. Circuito Felix cerca di mettere a sistema questa possibilità e offrire una risposta a questi problemi. Non in un’ottica antagonista ma complementare e collaborativa con i sistemi più tradizionali. Circuito Felix non sostituisce l’euro o le banche, ma si affianca ad essi aumentando le possibilità di crescita, attraverso un aumento dei mezzi di pagamento e della liquidità a disposizione del sistema economico locale.

In un circuito economico integrato come Circuito Felix, un’azienda che compra le risorse di cui necessita sul territorio e lo fa usando la liquidità addizionale messa a disposizione dai crediti commerciali erogati da Circuito Felix, lo fa comprando presso un operatore del territorio che sarà pagato in Felix, che a sua volta userà i Felix sul suo territorio. La ricchezza resta quindi in Campania.

Non solo la ricchezza è rimasta sul territorio, non solo sono aumentati i mezzi di pagamento a disposizione del sistema economico locale, ma questi mezzi di pagamento sono stati messi a disposizione di un circolo virtuoso di sviluppo economico sostenibile legato solo ed esclusivamente all’economia reale regionale. Quell’economia reale che permette alle persone di accedere ai servizi di un commercialista, alla spesa al supermercato, a medici, ai farmaci, energia elettrica e gas, mobili per la ristrutturazione di un locale commerciale, aziende edili per costruire un nuovo capannone, ristorazione, etc.

Lavoriamo per risolvere il problema della mancanza di liquidità nel sistema economico, lavoriamo per il mantenimento della ricchezza sul territorio che l’ha originato, vogliamo uno sviluppo economico virtuoso e sostenibile nel medio lungo termine, nell’interesse di tutti.